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Caio Giulio Cesare Ottaviano

La voce tratta unicamente l'imperatore Ottaviano, per altri significati vedi:
Caio Giulio Cesare Ottaviano (Roma, 23 Settembre,63 AC - Nola, 19 Agosto 14) fu il primo Imperatore Romano Ci si riferisce a lui, prima che divenga imperatore, come a Ottaviano. Il nome/titolo di Augusto gli fu accordato dal Senato il 27 AC, ed a lui come imperatore ci si riferisce come Cesare Augusto, Ottaviano Augusto o semplicemente Augusto.

Giulio Cesare, adottandolo come figlio ed erede, agevolò suo nipote Caio Ottavio Taurino. Secondo l'usanza romana, Ottavio prese il nome dello zio come parte del suo. Quando Giulio Cesare morì Ottaviano aveva 18 anni. Insieme a Marco Antonio e Lepido formò il Secondo Triumvirato per governare Roma.

Per prendere il comando delle forze di Cesare, tornò a Roma dalla Grecia e manovrò con successo Marco Antonio per il controllo delle forze militati e politiche di Cesare, sconfiggendo definitivamente Antonio nella Battaglia di Azio il 2 settembre del 31 AC.

Augusto
Ara Pacis Augustae
Ottaviano riformò lo stato di Roma, divenendone il solo sovrano anche se non formalmente (Roma era ancora formalmente una Repubblica). Gli fu dato il titolo di Principe (primo cittadino) ed il titolo di Imperatore dal Senato di Roma. L'Impero Romano era diviso in provincie Senatoriali e Imperiali. Le province Imperiali erano ai margini dell'Impero e fornivano il grosso delle truppe. Creò anche la Guardia Pretoriana, un corpo privato di 9.000 uomini per la sua protezione. Quando il Pontefice Massimo di Roma, Lepido, morì egli ne prese il titolo divenendo il capo religioso di Roma.

In campo militare la mano destra di Ottaviano fu Marco Vipsanio Agrippa, ed il suo legame con la importante 
classe dei Cavalieri o "Classe Equestre" fu Gaio Mecenate. L'intenzione evidente di Augusto 
era di avere Agrippa come successore; infatti fece in modo che Agrippa divorziasse dalla moglie e sposasse Giulia, sua 
figlia del primo matrimonio. Quando Agrippa morì improvvisamente nel 12 AC, i piani di Augusto tramontarono. Fino 
alla loro morte, i figli minorenni di Agrippa (che erano anche nipoti di Augusto) Gaio e Lucio rimasero suoi eredi. La 
successione del suo figliastro, adottato come erede, Tiberio creò la dinastia così detta Giulio-Claudia dai nomi 
delle due famiglie.

Augusto

Atti del Divino Augusto
attribuito a Cesare Augusto (sommario)

Quanto segue il sommario delle iscrizioni che furono trovate su due pilastri a Roma. Questi pilastri si trovavano in templi dedicati alla "Dea Roma", costruiti in onore di Augusto e le iscrizioni raccontano le sue grandi gesta.

Racconta Augusto che all'età di 19 anni costituì un esercito a sue spese e con la benedizione del Senato. Nello stesso anno fu eletto Console. Con questo esercito ed altri mezzi Augusto (noto allora come Ottaviano) riuscì ad esiliare e punire gli assassini di Giulio Cesare, suo padre adottivo.

 
Augusto poi combatt varie guerre di espansione per allargare l'influenza di Roma. Tuttavia trattò i popoli sottomessi con ragionevole leggerezza; lasciando spesso che continuassero a seguire i loro costumi e mantenessero le precedenti forme di governo purché pagassero i tributi a Roma.

Augusto spiega anche come salì con riluttanza al potere e solo quando fu certo di non essere in contrasto con le regole stabilite. Egli quindi afferma che fu fatto Triumviro (del Secondo Triumvirato) e successivamente Principe.

Quindi Augusto decise di incrementare il numero dei patrizi ed ordinò un censimento della popolazione, da cui risultò che gli abitanti di Roma sfioravano il milione. Tuttavia rifiutò di essere nominato Pontefice Massimo (cio capo della religione di stato) finché un suo amico tenne tale titolo.

I suoi nipoti Gaio e Lucio Cesare furono nominati Consoli designati al raggiungimento dei 14 anni e furono poi fatti Principi della Giovent.

Augusto poi riferisce di come fu generoso con il danaro suo e quello di Roma. In particolare asserisce che i doni da lui fatti "mai erano diretti a meno di 250.000 persone". Come anche che in quattro occasioni aiutò la tesoreria pubblica.

Quindi racconta dei grandi edifici che costruì. Per esempio la Curia (sede del Senato) ed i Templi di Apollo e del Divo Giulio. Costruì anche un altare presso il Circo Massimo ed i templi di Giove Feretrio e Tonante. Racconta poi di come fosse nobile quando costruì il Tempio Capitolino ed il Teatro di Pompei senza apporrre il suo nome su di essi. Si dedicò inoltre a progetti di ristrutturazione e ampliamento, incluso il rinnovamento urbano.

Il documento descrive anche come Augusto intrattenesse le masse. Per esempio racconta come istituì tre giochi di gladiatori che includeva il massacro di 3.500 animali.

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Imperatori Romani
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