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Macrino

    

 


   

 Moneta bronzea con
effigie di Macrino

Marco Opellio Macrino noto semplicemente come Macrino, nato nel 165 circa e morto nel 218, fu Imperatore Romano per 14 mesi dal 217 al 218.

Macrino era nato nella provincia di Mauritania in una famiglia equestre di classe media, opposta all'aristocratica classe senatoriale. Da giovane, Macrino studiò abbastanza da riuscire a salire nella gerarchia romana. Sotto l'Imperatore Settimio Severo divenne un importante funzionario e l'Imperatore Caracalla lo nominò Prefetto della Guardia Pretoriana. La carica era il massimo che un Cavaliere dell'Ordine Equestre potesse raggiungere a quei tempi. Il Prefetto era secondo in comando all'Imperatore e responsabile per le sole forze militari presenti in città. Nei primi anni del suo incarico, ebbe certamente la fiducia di Caracalla, tuttavia cominciò a complottare contro di lui.

Nel 217 Caracalla si dirigeva ad Est per preparare una campagna contro l'Impero Parto. Macrino era nel suo staff come altri membri della Guardia Pretoriana. In Aprile, l'Imperatore, noto come uomo molto religioso, si recò a visitare un tempio, presso il luogo di una precedente battaglia, accompagnato solo dalla sua guardia del corpo che includeva Macrino. Gli eventi non sono chiari, ma certo che Caracalla fu ucciso a questo punto del viaggio, ed al ritorno, l'11 aprile Macrino si autoproclamò Imperatore. Egli fu il primo a divenire Imperatore senza essere prima membro del Senato. Egli nominò anche suo figlio Diadumeniano Cesare e successore.

I primi mesi del suo regno non furono un successo. Alla notizia della morte di Caracalla l'Imperatore Persiano invase i territori Romani che aveva perduto negli anni precedenti. Pertanto Macrino decise di trattenersi in oriente e lo scontento cominciò a manifestarsi a Roma. La situazione con le legioni, d'altronde, non era tranquilla, a causa della riforma del sistema di pagamento che favoriva i veterani rispetto alle reclute.

La famiglia reale, rappresentata da Giulia Mesa e le sorelle Giulia Bassiana e Giulia Mamea, ricevette l'ordine di lasciare il palazzo imperiale e tornare nel luogo di origine. Questo per le donne della famiglia severiana era in Siria, in oriente, dove si trovava anche l'Imperatore. Mentre Macrino non poteva consolidare il suo trono, queste cominciarono a complottare in favore del figlio di Giulia Bassiana: Eliogabalo, descritto come figlio naturale ed erede di Caracalla. La ribellione cominciò il 15 maggio e l'8 giugno del 218 le truppe di Macrino furono sconfitte in battaglia. Macrino cercò di organizzare la fuga e inviò il figlio Diadumeniano come ambasciatore alla corte Persiana. Egli si diresse verso Roma per garantirsene l'appoggio alla sua causa, ma fu catturato in Asia Minore e giustiziato come usurpatore. Diadumeniano a sua volta subì la stessa sorte da parte dei Persiani.

Riferimenti

  • Dio Cassio, bk. 78
  • Erodiano, 4.14-5.4
  • Historia Augusta

Imperatori Romani
Preceduto da:
Caracalla (211 - 217)
Macrino
(217 - 218)

Seguito da:
Eliogabalo (218 - 222)
Impero Romano


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