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San Girolamo

San Girolamo (in latino Hieronymus), nato Sofronio Eusebio Girolamo, (Stridone Dalmazia 347, Betlemme settembre 420), traduttore della Bibbia dal greco e dall'ebraico al latino.

Studiò a Roma, viaggiò in oriente dove studiò il greco e fu ordinato sacerdote. Dopo tre anni di vita monastica tornò a Roma nel 382 dove divenne segretario di Papa Damaso I e conseguì un notevole successo personale, ma alla morte del Papa il suo prestigio scemò e Girolamo tornò in oriente, dove fondò alcuni conventi femminili e maschili, in uno di questi trascorse gli ultimi anni. Morì nel 420.

L'edizione di San Girolamo, la Vulgata, ancor oggi il testo biblico ufficiale a cui fa riferimento la Chiesa Cattolica Romana.

San Girolamo fu un celebre studioso del latino in un'epoca in cui questo implicava una perfetta conoscenza del greco. Fu battezzato all'eta di 25 anni e divenne sacerdote a 38 anni. Quando cominciò la sua opera di traduzione non aveva una perfetta conoscenza dell'ebraico, perciò si trasferì a Betlemme per perfezionare la sua conoscenza della lingua.

Iniziò la traduzione nel 382 su incarico di Papa Damaso I, correggendo la versione latina esistente del Nuovo Testamento, soltanto nel 390 passò all'Antico Testamento in ebraico e concluse la sua opera nell'anno 405, dopo ben 23 anni.

Spesso rappresentato in quadri, come un vecchio dalla barba bianca in una grotta, mentre scrive.

Table of contents
1 Opere
2 La Vulgata
3 Il Chronicon

Opere

La Vulgata, traduzione in latino della Bibbia. Un epistolario, tre vite di eremiti, commenti a libri dell'Antico e del Nuovo Testamento, testi di polemica religiosa, il Chronicon che aggiorna un’analoga opera greca con notizie sugli scrittori antichi e il de viris illustribus, biografie di autori cristiani da San Pietro a Girolamo stesso. Girolamo aveva condiviso con lo scrittore Rufino l'entusiasmo per l’interpretazione allegorica della Bibbia data da Origene.

Girolamo aveva tradotto in latino alcune opere di Origene, ma nel 395, preoccupato da alcune posizioni non ortodosse abbandonò l'esegesi origeniana ed entrò in polemica con il vescovo di Gerusalemme che ne era un sostenitore. La polemica assunse toni durissimi e Rufino entrò nella polemica affermando di voler continuare a tradurre l'opera di Origene. La risposta di Girolamo fu violentissima ed evitando il dibattito religioso passò all'invettiva personale (ricorda Tertulliano) in cui si avvertono motivazioni private ed ambiguità. Dall'epistolario emerge la personalità di un uomo brillante, emotivo, non disposto a tollerare pareri diversi dal suo. Girolamo tratta un gran numero di argomenti e le singole epistole si avvicinano a differenti forme letterarie (biografia, trattatelo sulle traduzioni, consolazioni, esortazioni, esegesi etc.). In alcune lettere Girolamo affronta il rapporto fra cristianesimo e tradizione classica. Nonostante la solenne abiura del classicismo, questo comunque emerge dalla sua cultura di fondo. Girolamo, dopo il sacco di Roma del 410, ha piena coscienza del fatto che l'indebolirsi della struttura politica e della cultura dell'impero si ripercuote sulla religione.

La Vulgata

La Vulgata, ossia la traduzione in latino della Bibbia ha condizionato la cultura occidentale, diventando la versione canonica e soppiantando tutte le precedenti. Girolamo, si accinse alla traduzione della bibbia utilizzando l'edizione greca realizzata da Origene. Tale testo riportava in sei colonne il testo ebraico, la traslitterazione e quattro diverse traduzioni greche. (traslitterazione = trascrizione di un testo secondo un sistema alfabetico diverso dall'originale, non secondo il criterio fonetico, bensì facendo corrispondere lettera a lettera in modo da permettere la ricostruzione del testo originale anche in base alla conoscenza del solo alfabeto del testo traslitterato). Girolamo, però si convinse della necessità di partire dall'originale ebraico, perciò riprese e perfezionò lo studio di tale lingua e, fra il 391 ed il 406, portò a termine l'opera. Con la Vulgata di Girolamo la Chiesa d'Occidente ebbe un testo unitario e abbastanza attendibile che divenne l'unica versione autorizzata della Bibbia. La sua diffusione fu ritardata dalla necessità di preparare un sufficiente numero di copie, dalle resistenze dei Cristiani, ormai abituati ad altre versioni, e a remore ecclesiali, come la preoccupazione di Agostino il quale temeva che un testo latino, completamente indipendente da quello greco, provocasse una frattura tra Chiesa d''Oriente e Chiesa d'Occidente.

Il Chronicon

Il Chronicon una elaborazione della Cronaca di Eusebio, un repertorio di notizie storiche (fino al 325) che Girolamo tradusse in latino ed integrò con notizie pi recenti e con informazioni che Eusebio non aveva inserito. Girolamo, per le notizie letterarie, attinse al de viris illustribus di Svetonio. Il Chronicon, essendo andate perdute tutte le sue fonti, ha tramandato importanti informazioni storico letterarie. Dall'opera di Svetonio trae il titolo il de viris illustribus di Girolamo che rielabora materiale tratto dalla Historia ecclesiastica di Eusebio aggiungendo biografie di scrittori latini cristiani.

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