Pagina iniziale | Navigazione |
Google

Struthionidae

Struzionidi
classe: Ucccelli
ordine: Struzioniformi
sottordine: Struzioni
Genere, specie e sottospecie

La famiglia degli Struzionidi (Struthionidae) č composta da un unico genere

a cui appartengono una specie e 4 sottospecie.

La sottospecie Struthio camelus syriacus si č estinta in tempi recenti.

Table of contents
1 Sistematica
2 Aspetti morfologici
3 Habitat
4 Abitudini Generali
5 Voce
6 Cibo ed Alimentazione
7 Riproduzione
8 Spostamenti
9 Rapporto con l'uomo
10 Status e conservazione

Sistematica

La famiglia degli struzzi č collegata con tutte le altre famiglie di grandi uccelli non volatori esistenti, i nandů dell’America meridionale, i casuari dell'Australia e della Nuova Guinea, gli emů dell'Australia ed anche i piů piccoli kiwi della Nuova Zelanda. Altri vicini parenti oggi estinti sono i moa della Nuova Zelanda e gli uccelli-elefante dell'Africa settentrionale e del Madagascar. L'origine, il rapporto filogenetico e sistematico di questi uccelli, citati spesso come “ratiti” sono stati studiati e dibattuti per molto tempo e la polemica non č ancora terminata.

La somiglianza fisica tra i membri di queste famiglie ha indotto molti tassonomisti a raggrupparle insieme, ma altri hanno sostenuto che queste somiglianze erano dovute solo ad uno sviluppo convergente. Lo sviluppo della teoria della deriva dei continenti, ha dato una possibile spiegazione all'origine dei ratiti, partiti da un antenato comune, con una successi dispersione nell’emisfero australe. Questo antenato ha probabilmente avuto un’ampia distribuzione negli antichi territori meridionali del Gondwana ed ha iniziato per evolversi nelle distinte famiglie di ratiti dopo che il grande continente ha cominciato a spezzarsi verso la fine del cretaceo, formando così gli odierni continenti d’Africa, America meridionale, Australia ed Antartide. Gli studi successivi sulle funzioni morfologiche, biochimiche e genetiche hanno confermato la teoria di un origine comune.

Tuttavia, il loro rapporto con il resto degli uccelli rimane poco chiaro. Alcuni autori considerano che i ratiti si siano separati dal ramo principale degli uccelli in una fase molto iniziale e sono cosĂŹ fra i piů primitivi di tutti, mentre altri sostengono che sono realmente abbastanza avanzati. La presenza di resti di ali č la prova che il loro isolamento č avvenuto, con molta probabilitĂ , dopo che avevano ottenuto la capacitĂ  di volare; i ratiti hanno perso questa capacitĂ  successivamente, come sviluppo evolutivo alla loro vita terrestre e la mancanza dell’osso carenato sul loro sterno considerato un carattere evolutivo, č derivato dall’adattamento ad uno stile di vita terrestre, in quanto uno sterno di quella fattezza non era piů necessario per supportare i grandi muscoli necessari al volo. Filogeneticamente i parenti piů vicini dei ratiti sono i tinamidi, che hanno in comune questo antenato, come indicato da determinate caratteristiche anatomiche che non sono state trovate in alcuni altri uccelli, quale il palato paleognato.

Il dibattito continua ed i ratiti sono cosĂŹ suddivisi o raggruppati in modi differenti. Per esempio, alcuni li suddividono in due ordini, mentre altri li hanno disposti insieme nello stesso ordine, compresi i tinamidi. La classificazione tradizionale dispone le cinque famiglie dei ratiti in quattro ordini, dando risalto alle differenze. Tuttavia, l'opinione corrente sostiene il raggruppamento di tutte e cinque le famiglie in un singolo ordine, Struthioniformes (Struzioniformi); ciò presenta il vantaggio di indicare il loro piů stretto collegamento, rispetto a tutti gli altri uccelli, mentre il legame con i tinamidi avviene tramite un superordine separato, Palaeognathae, che aiuta a dare risalto al fatto che questi due gruppi sono abbastanza differenti da tutti gli altri membri della classe Aves (Uccelli). Lo struzzo č indubbiamente piů vicino ai nandů, a causa della conformazione scheletrica, tanto che le due famiglie sono spesso unite in un’unica.

Oggi lo struzzo č endemico dell’Africa, oltre ad una popolazione introdotta in alcune zone dell'Australia. Tuttavia, la famiglia si trovava anche Europa ed in Asia meridionale, fossili appartenenti al genere Struthio sono stati trovati dalla Grecia fino in Russia, in India ed in Mongolia meridionale, cosĂŹ come in tutta l'Africa; il piů vecchio dei resti č stato trovato nei depositi pliocenici datati circa 12 milioni di anni.

Ai giorni d'oggi, rimane soltanto una specie e questa č suddivisa in quattro sottospecie: lo struzzo africano subsahariano o del nord (Struthio camelus camelus), lo struzzo somalo (Struthio camelus molybdophanes), lo struzzo masai (Struthio camelus massaicus) e lo struzzo australe o sudafricano (Struthio camelus australis). L'ibridazione tra molybdophanes e massaicus ha prodotto giovani fertili cosĂŹ come quella tra australis e camelus, quindi ora nessuno suddivide piů lo struzzo in diverse specie. Lo struzzo siriano o arabo (Struthio camelus syriacus) si č probabilmente estinto intorno alla metĂ  di questo secolo. Una specie ulteriore, lo struzzo nano (Struthio camelus spatzi), č stata proposta da Stresemann per le popolazioni dell'Africa del nord-ovest, sulla base di un formato piů piccolo e di una struttura differente dei pori delle uova, ma non č normalmente accettato.

Aspetti morfologici

Lo struzzo č il piů grande uccello vivente ed anche il piů pesante. I maschi levati in piedi misurano 2,10-2,75 m. e pesano 100-130 chilogrammi, a volte arrivano fino a 150 chilogrammi, mentre le femmine alte circa 1,75-1,90 m. e pesano 90-110 chilogrammi.

La grande dimensione presenta ovvi vantaggi per un uccello non volatore nelle pianure africane, in cui i predatori abbondano. In primo luogo, l'altezza degli struzzi, unita alla vista eccellente, significa che può osservare al di sopra della gran parte della vegetazione, in modo da rilevare i potenziali predatori. Secondariamente, i piedi lunghi e possenti gli permettono di fare grandi distanze con minimo sforzo per cercare il cibo scarsamente distribuito. Inoltre rappresentano delle armi di difesa, poichĂŠ ogni piede č molto robusto e lungo 20 centimetri, appiattiti in lunghezza e appuntiti all’estremitĂ . Infine, il suo collo lungo, quasi nudo, gli dĂ  accesso ad una vasta gamma di alimenti ad altezze differenti.

La testa č piuttosto piccola rispetto al corpo, i suoi occhi enormi, sono protetti da lunghe ciglia nere, sono i piů grandi tra tutti i vertebrati terrestri, hanno infatti un diametro di 50 millimetri. Oltre che per rilevare i predatori, lo struzzo deve vedere bene, per potere selezionare meglio i conspecifici, in particolare nella stagione riproduttiva, quando sono alla ricerca di un compagno.

In comune con gli altri ratiti, lo struzzo ha uno scheletro ed una muscolatura dell'ala semplificata. Una delle caratteristiche piů significative del gruppo č che non c’č la carenatura dello sterno (“ratiti”, dal Latino ratins = zattera), contrariamente a tutti gli altri uccelli, che sono chiamati "carenati", da carena. La forchetta, derivata dalla fusione delle clavicole in un solo osso, in essi č scomparsa quasi completamente. Solo il femore č pneumatizzato. Le loro piume sono inoltre insolite, infatti non sono rigide a causa dell'assenza dei ganci sulle barbule. PoichĂŠ non hanno la ghiandola dell’uropigio, i ratiti non possono impermeabilizzare le loro piume, che quindi tendono a diventare fradice in caso di pioggia. Hanno un numero insolitamente alto di primarie (16), che possono allargare per esporle in modo piů spettacolare.

Lo struzzo č l'unica specie in cui le dita si sono ridotte a due, con un interno spesso e robusto. Tutto questo dimostra un adattamento funzionale speciale, la superficie che entra in contatto con la terra č molta ridotta, e ciò fa guadagnare in velocitĂ . Questo contribuisce a renderlo l’uccello corridore piů veloce nel mondo, può raggiungere una velocitĂ  di 50 km/h per circa mezz'ora. In uno sprint corto può raggiungere i 70 km/h. Alle alte velocitĂ  usa le ali per equilibrarsi.

I sessi sono abbastanza distinti nel piumaggio. Il maschio č principalmente nero, con le ali e la coda bianche. La femmina č una versione piů grigia del maschio, per renderla meno visibile durante l'allevamento dei piccoli. Le piume del corpo sono marroni con frange pallide, mentre le ali e la coda sono bianco sporco. Le piume dei giovani sono simili a quella della femmina, ma generalmente piů uniformi, in particolare nelle ali e nella coda. Si pensa che ci sia una muta completa fra due stagioni di nidificazione, ma finora, la cosa in natura non č certa.

Durante la stagione d'allevamento, i colori delle parti nude dei maschi sono molto piů brillanti; ciò č piů evidente sulla parte frontale dei tarsi e sul collo, che sono normalmente colore rosa o blu acceso, secondo la sottospecie. . Lo struzzo maschio ha un pene retrattile e può raggiungere i 20cm.

Habitat

Uno degli abitanti tipici della grande pianura dell'Africa, lo struzzo č distribuito in gran parte del continente. Può essere trovato in una varietĂ  di habitat aperti differenti, dalla savana al deserto.

In generale preferisce le zone aperte e semi aride con erba relativamente bassa, che gli fornisce un approvvigionamento di generi alimentari sufficiente ed anche una buona visibilitĂ , mantenendo una certa distanza dai suoi nemici. Tende a evitare la prateria in cui l’erba supera il metro e zone che sono densamente arborate o cespugliate, ma può entrare in un terreno boscoso aperto. E’ assente dalle zone di Brachystegia dell'Africa centro-meridionale, può trovarsi in terreni con alberi di Mopane. Preferisce stare lontano dal deserto vero e proprio, in cui non c’č vegetazione, ma i suoi spostamenti alla ricerca di cibo o di acqua possono farli capitare in tali zone.

È, in parte, adattabile alle circostanze idrologiche avverse del suo ambiente e non richiede molta acqua potabile. Non ha problemi nel sopravvivere in zone dove la pioggia annuale č sotto i 200 millimetri; nonostante, gran parte della popolazione africana orientale viva nella zona con piů di 800 millimetri l’anno.

Abitudini Generali

L'attivitĂ  quotidiana dello struzzo comincia poco prima l'alba e termina subito dopo il tramonto, ma può variare, in base alla disponibilitĂ  di alimento; se il cibo diventa scarso, gli uccelli devono spender molto tempo nella ricerca e questo può obbligarli a grandi spostamenti. Gli uccelli sono piů attivi durante le prime ed ultime ore del giorno, anche se sono capaci di tollerare il calore estremo e spesso camminano all'aperto sotto il sole di mezzogiorno.

Di notte riposano in luoghi comuni, preferibilmente con il vento a loro favore, nel caso si avvicini un pericolo. Si accovacciano con i colli alzati per la maggior parte della notte, anche se i loro occhi sono chiusi. Un genere di sonno piů profondo, con collo e testa appoggiata a lato del corpo o in avanti, č limitato ad intervalli corti.

Lo struzzo č gregario e questo può essere derivato da una strategia difensiva. Sia il formato che la struttura del gruppo variano secondo gli habitat ed il periodo dell'anno. Fuori del periodo riproduttivo, il gruppo tende a consistere di due - cinque elementi, mentre uccelli singoli possono essere frequenti. A volte, numeri variabili di immaturi e adulti di entrambi i sessi formano gruppi di 100 uccelli. Nella stagione riproduttiva, tuttavia, in uccelli formano coppie o piccoli harem. Ogni gruppo rimane nel territorio in cui si alimenta e tende ad evitare il contatto con altri gruppi. Ciò nonostante, nella stagione asciutta o in deserti sono stati visti grandi gruppi fino a 680 uccelli aggregati intorno alle pozze d’acqua.

Ci sono frequenti interazioni sociali fra gli individui ed a volte si sviluppano delle brevi lotte, principalmente limitate alle dispute sul rango sociale, o fra gli individui dello stesso sesso durante la formazione delle coppie. Il confronto si svolge solitamente con rumori di minaccia, o dal presentarsi uno con un comportamento di dominanza. In tal caso l'uccello che tiene la propria testa molto alta, soffiando aria ed alzando ali e coda in alto. L'individuo minacciato fugge o adotta una posizione sottomessione, tenendo la testa in basso ed il proprio collo piegato a forma di U, le ali e la coda rivolte in basso. A volte ci sono brevi inseguimenti ed il pretendente può beccare o dare calci al suo rivale.

La credenza popolare che gli struzzi mettano la testa sotto la sabbia in caso di pericolo, č errata e non č mai stata registrata. Tuttavia, quando non c'č nessuna altra possibilitĂ  di fuga evidente, un uccello può sdraiarsi sul terreno con la testa e il collo allungati in avanti e rimanere fermo, nella speranza che sia ignorato dal suo nemico. Questa strategia č adottata similmente da un uccello in cova, quando sente che il pericolo č vicino.

Voce

I repertori vocali dello struzzo sono abbastanza vasti ed includono fischi, suoni gutturali e “booming”, così come i suoni non vocali, quali schiocchi e rumori con lo stomaco.

Fra i suoni piů tipici fatti dagli adulti ci sono i “booming” dei maschi; sono usati per affermare il territorio e durante le parate. Consistono di un “buu buu buuuh huuu” profondo e ripetuto parecchie volte a corti intervalli, che suonano come un ruggito di leone, ma senza il ringhio finale. Di notte il “booming” può essere innescato anche senza la presenza di un predatore, per un suono insolito, per esempio in una tempesta.

I maschi inoltre emettono frequentemente un “buuh” morbido o “twoo”. Gli uccelli giovani fanno vari rumori, che riflettono il loro umore o un momento particolare. Durante la cova fanno delle chiamate melodiose di contatto, cui i genitori rispondono.

Cibo ed Alimentazione

Lo struzzo č onnivoro e che cosa mangi dipende principalmente da ciò che può essere disponibile, secondo l’ambiente ed il periodo dell'anno. Tuttavia, generalmente, la maggior parte della sua dieta si compone di materia vegetale, radici, foglie fiori e semi di una grande gamma di erbe, di cespugli e di alberi. Le voci piů tipiche includono le piante succulenti, i semi delle Acacia e delle Aloe ed anche i Ficus. La dieta viene completata con locuste e altri insetti e piccoli vertebrati (lucertole o piccole testuggini)

L'alimento ingerito viene raccolto nell’ingluvio, fino a che una massa non si sia accumulata, dopo di che viene fatta scorrere lentamente giů per il collo. Molti componenti della dieta dello struzzo sono sgradevoli ad altri animali e sono particolarmente duri da digerire, per questo lo struzzo ha un intestino con una lunghezza di 14 m., che gli permette di ottenere vantaggio dalla maggior parte delle cose che ingerisce. Gli uccelli selvatici inghiottono ciottoli e sabbia per aiutare la digestione ed hanno la tendenza di prendere piccoli oggetti lucidi. Nello stomaco degli uccelli in cattivitĂ  sono stati trovati monete, chiodi, fili metallici, ecc..

Nel cercare l'alimento, beccano con grande precisione qualunque cosa abbiano selezionato, la maggior parte della quale si trova fino a circa mezzo metro da terra, passano in rassegna solo occasionalmente cibo che si trovi all’altezza della testa.

Mentre sono occupati a pascolare, spesso con le loro teste abbassate e nascosti dalla vegetazione, corrono il rischio di essere sorpresi dai loro nemici, principalmente leoni, ma occasionalmente leopardi e ghepardi. Per evitare tali attacchi, lo struzzo ha sviluppato due strategie. In primo luogo, osservano ed esplorano i loro dintorni ad intervalli irregolari, di modo che un predatore non possa predire quando rifaranno un controllo dell’aerea circostante. Secondo, rimangono uniti in gruppi, riducendo cosĂŹ la vulnerabilitĂ  dell'individuo di fronte ad un attacco, poichĂŠ ogni uccello ha una probabilitĂ  piů bassa di essere la vittima scelta. Ciò gli permette di concentrarsi di piů sull'alimentazione, poichĂŠ ci sono piů paia di occhi per vedere un predatore ed č stato notato che ogni individuo fa una pausa minore per osservare i dintorni, quando č in un gruppo. Lo stesso di quanto capita nelle associazioni occasionali di grandi mammiferi erbivori, quali la zebra e lo gnu, che hanno in comune gli stessi predatori.

Gli struzzi non sono obbligati a bere in quanto la maggior parte della loro acqua č ottenuta dalle piante succulente. Inoltre conservano moltissima acqua tramite un adattamento fisiologico speciale, per cui possono aumentare la loro temperatura corporea di 4,2° C. nei giorni piů caldi, riducendo cosĂŹ la perdita di acqua dovuta alla traspirazione.

Riproduzione

La stagione della riproduzione dello struzzo varia notevolmente da una zona all’altra dell'Africa, secondo le piogge. Nelle zone piů umide tende ad allevare nella stagione asciutta, fra giugno ed ottobre. Nella zona arida alleva piů irregolarmente approfittando della maggiore disponibilitĂ  di cibo dopo le piogge; quindi, nella zona dal deserto del Namib all'Angola, può accadere in qualsiasi momento dell'anno.

Anche la strategia riproduttiva varia da un luogo ad un altro ed i diversi sistemi possono essere usati, in conformitĂ  con gli stati ambientali. In popolazioni isolate, con cibo limitato, gli accoppiamenti tendono ad essere monogami, mentre la regola altrove sta nella riproduzione in gruppi, che tendono ad avere una struttura complessa. I gruppi consistono di un maschio territoriale, della femmina dominante e di parecchi femmine di rango inferiore. Le femmine dominante forma coppia con il maschio, anche per molti anni e si dedicano entrambi alla cova e alla cura dei pulcini. Le femmine gregarie si accoppiano con diversi maschi e risiedono in nidi differenti, ma solitamente non covano. Ci sono inoltre maschi adulti nomadi, che si accoppiano con femmine di gruppi diversi, ma non hanno territorio o nido.

Il maschio difende un territorio di 2-15 km quadrati, sempre allarmato da possibili intrusi, perlustra all’intorno, ed esegue il “Booming”. In caso di approccio di un altro individuo, si dirige verso di lui assumendo una postura dominante. Se č un maschio, lo scaccia dal suo territorio, ma se č una femmina, si avvicina, si siede improvvisamente per terra, apre le sue ali e la coda e comincia ad agitare ogni ala alternativamente ed a muovere la sua coda su e giů. Nel frattempo, la sua testa e il collo ondeggiano da lato all’altro e battono ritmicamente contro i fianchi. Allora si alza e cammina verso la femmina, con le sue ali aperte ed il suo collo brillantemente colorato, inquadrando la situazione. Ora, in funzione dell’atteggiamento della femmina, si siede e ripete il rituale o tenta l’accoppiamento. Una femmina indica che č pronta alla copula adottando la posizione sottomessa e vibrando le sue primarie. Durante la copula il maschio grugnisce e geme e ripete i movimenti con le ali e il collo. Queste prestazioni spettacolari sono piů frequenti al tramonto, ma possano accadere anche nel calore del giorno.

Dopo essersi accoppiato con la femmina dominante, il maschio la conduce ad uno dei parecchi nidi che si č preparato. Questi sono depressioni del terreno approssimativamente di circa tre metri di diametro, che il maschio scava con le zampe, in luoghi con buona visibilitĂ  nel mezzo del suo territorio.

È normalmente la femmina dominante che da inizio alla deposizione, un uovo ogni due giorno per circa una quindicina, nel nido scelto. Ne depone da due a cinque, ma può arrivare a diciotto, le altre femmine risiedono nello stesso nido, con brevi visite nel tardo pomeriggio. Nel caso in cui i predatori siano una minaccia seria o faccia eccessivamente caldo, la femmina dominante custodisce le uova durante il giorno. Se lasciate incustodite, possono essere mangiate da sciacalli, iene o capovaccai (Neophron percnopterus); questi ultimi hanno imparato a rompere le uova facendovi cadere sopra delle pietre.

Le uova bianche e lucide sono enormi, in media 159 x 131 millimetro, con gusci spessi 2 millimetri, ma nonostante il loro grande formato, sono relativamente piccole rispetto alle misure dell'uccello. Il peso dell'uovo č di circa 1500 g., che č approssimativamente equivalente al peso di due dozzine di uova di gallina domestica, ma č solo 1-5% del peso dell'adulto femmina. Anche se un adulto seduto può coprire soltanto 19 - 25 uova, la maggior parte dei nidi ne ha di piů, dopo che tutte le femmine hanno dato i loro contributo. Un nido nel Nairobi National Park conteneva 78 uova, ma soltanto 21 di questi sono state covate. Quando la femmina dominante comincia covare, spinge le uova eccedenti delle femmine gregarie lontane dal nido, cosĂŹ forma un anello rotondo intorno ad essa. Nel frattempo, situa le sue uova, che sembra riconoscere da formato, peso o struttura dei pori, nel mezzo del nido. Anche cosĂŹ, c’č abbondanza di spazio anche per parecchie uova delle femmine gregarie, con una media di otto per nido, cosĂŹ ci sono benefici anche per le altre femmine, malgrado non abbiano nĂŠ un nido, nĂŠ un partner stabile. I guadagni principali per la femmina dominante, sono la minore probabilitĂ  che le sue uova siano perse a causa di un predatore, con cosĂŹ tante altre uova scegliere da.

La cova č ripartita fra la coppia, con la femmina piů cripticamente colorata che si prende cura delle uova di giorno ed il maschio che le cova di notte. Dopo circa sei settimane le uova si aprono simultaneamente, la madre e i pulcini giĂ  nati stimolano quelli che ancora devono rompere il proprio guscio. I pulcini sono giĂ  coperti di un fitto piumino, e dopo tre giorni lasciano il nido, seguendo i loro genitori. Dopo tre mesi cominciano guadagnare il piumaggio giovanili, che č sostituito con quello d'adulto durante il loro secondo anno. A quattro o cinque mesi, sono giĂ  grandi quanto la metĂ  dell'adulto e dopo un anno raggiungono l'altezza dell'adulto, ma solo dopo 18 mesi raggiungono il suo peso.

Gli adulti si occupano dei loro piccoli, riparandoli sotto le loro ali dal sole e dalla pioggia. Quando sono minacciati da potenziali predatori, gli adulti effettuano un'azione di distrazione, l’uccello in primo luogo fugge velocemente, fingendo di cadere e di essere ferito, muove le ali e gonfia il collo. Gli adulti attaccano occasionalmente, se la situazione lo richiede: ci sono uomini che hanno avuto il cranio fatturato da un calcio e perfino i leoni possono rimanere uccisi.

Quando due gruppi famigliari vengono in contatto, č possibile che i genitori si disputino il diritto di allevare tutti i piccoli con brevi inseguimenti, fino a che un coppia non risulti vittoriosa e faccia da genitori per entrambe le nidiate. In questo modo, possono formarsi gruppi di 100 - 300 pulcini, ne sono stati registrati anche di 380. I pulcini possono essere di etĂ  differenti e di zone differenti ed essere scortati da uno o piů adulti. Queste “nurseries degli struzzi” rendono i pulcini meno vulnerabili rispetto a quelli di gruppi molto piccoli. Alcuni adulti rimangono generalmente con i giovani fino alla seguente stagione di riproduzione, benchĂŠ possano rimanere insieme fino a 12 mesi, dopo di che gli uccelli immaturi si staccano per crearsi un proprio gruppo. La maturitĂ  sessuale č raggiunta dopo tre o quattro anni, vivono probabilmente fino a 30 o 40 anni, in cattivitĂ  ci sono struzzi che hanno raggiunto i 50 anni.

Gli struzzi hanno un basso livello di successo nella riproduzione e soltanto 10% di tutte le uova si schiude. Similmente tantissimi giovani periscono nei loro primissimi mesi. Nel Nairobi National Park, si č valutato che una media di 0-15 giovani per l'adulto all'anno č allevata con successo.

Spostamenti

Gli spostamenti di struzzi sono regolati dalla disponibilitĂ  di cibo e di acqua. Nel deserto e nelle zone semiaride, č piů o meno nomade e deve vagare frequentemente, alla ricerca di nutrimento, a volte dovendo fare una lunga strada. Nelle aree piů umide č virtualmente sedentario e gli individui tendono a rimanere nella stessa zona tutto l'anno ed anche anno dopo anno, generalmente operano all'interno di un raggio di 10-20 chilometri per giorno.

Gli struzzi si concentrano vicino all’acqua durante i periodi asciutti, mentre sono piů sparsi quando c’č pioggia. Tuttavia, i loro spostamenti non sono stagionali, in quanto la pioggia č altamente irregolare nella regione dove si pratica il nomadismo. In parte del Sahel, per esempio, gli uccelli tendono a muoversi verso nord quando piove, ma, quando ritorna la siccitĂ  tornano alle loro aree abituali del sud.

Rapporto con l'uomo

Le piume dello struzzo sono state usate per ornamento dall'uomo per almeno 5000 anni, come provano l'arte egiziana e mesopotamica e gli Egiziani inoltre le hanno usate come simbolo di giustizia, per la loro simmetria perfetta. Le uova enormi sono state messe alle estremità da molteplici popolazioni africane, per esempio sudanesi e boscimani, che le usano per fare braccialetti, oppure utilizzate per conservare l’acqua. In alcuni luoghi sono investite di qualità magiche, per esempio come protezione delle case dai fulmini. Rafforzano determinati rituali e fanno spesso parte dei riti funerari tradizionali, mentre nel Mali sono ancora conservate nelle moschee.

Inevitabilmente, fu l'uomo bianco a mettere la specie a rischio. Durante il diciottesimo secolo le piume bianche dei maschi sono divenute di mode per i cappelli delle dame (“aigrettes” e “ospreys”), e ciò ha condotto alla persecuzione dello struzzo, con il risultato che fu quasi sterminato dal Medio Oriente, dall’Africa settentrionale e meridionale. Dall'inizio del secolo scorso, il commercio di piume di struzzo ha avuto un forte sviluppo, soprattutto a Parigi, Londra ed altre città importanti.

Oltre che per le piume e le uova lo struzzo fu perseguitato a causa della sua carne e della sua pelle. Dopo la diminuzione drastica delle popolazioni di struzzo, si č scoperto che potevano essere allevati proficuamente, come fu in tempi antichi da egiziani ed altri. Il primo allevamento moderno č stato installato nella Provincia del Capo, Sudafrica, nel 1833 e quindi l'allevamento si č sviluppato in tutto il Sudafrica, cosĂŹ come nell'Algeria, Sicilia, Francia, Australia. Il commercio ha prosperato fin dopo la prima guerra mondiale, quando la richiesta č caduta e la maggior parte degli allevamenti fu costretta a chiudere. Ci sono ancora almeno 90.000 uccelli in cattivitĂ  a Oudtshoorn in Sudafrica, che ora sono principalmente usati nella produzione di carne e pelle di alta qualitĂ . L'allevamento č rimasto anche in Florida (Stato), U.S.A., ma č utilizzato piů che altro come attrazione turistica.

Nell’Australia meridionale sono presenti piccoli gruppi selvatici, fuggiti da allevamenti abbandonati. Derivati dalla sottospecie australis, probabilmente incrociati con la sottospecie camelus, ne sono stati censiti da alcune centinaia ad un migliaio circa.

La specie č stata mantenuta regolarmente in cattivitĂ  per i millenni e riprodotta nei giardini zoologici. Sono registrate 137 nascite in solo 16 giardini zoologici nell’anno 1984 ed inoltre nel 1979 una femmina prodigiosa ha deposto 81 uova in sei mesi e mezzo!

Status e conservazione

Fino al secolo scorso, lo struzzo era comune nella maggior parte dell'Africa e del sud-ovest asiatico, ma la persecuzione dell'uomo, unita alla distruzione dell'habitat, lo ha ridotto considerevolmente. Anche se non globalmente minacciata, la specie richiede protezione rigorosa in determinate regioni.

In Africa del nord ed ad ovest, le popolazioni dello struzzo sono giĂ  molto piccole ed attualmente continuano a decrescere. Il tutto dovuto alla caccia, alla dispersione e alla raccolta delle uova e delle piume. Per questo motivo, la maggior parte di queste popolazioni ora sono state incluse nell'allegato I delle CITES. In Sudafrica, la specie ora č limitata al nord-ovest estremo della relativa area storica, anche se le fughe hanno creato una notevole popolazione selvatica di ibridi. In altre parti, principalmente nelle zone protette dell’Africa orientale, come il Nairobi National Park e il Serengeti National Park, ci sono ancora popolazioni forti, con densitĂ  di 12-16 uccelli per 20 kmq, in contrasto con gli 1-5 uccelli in zone simili nelle regioni povere.

Il Medio Oriente aveva una propria sottospecie endemica syriacus, ma ora č quasi certamente estinto. La sottospecie abitava una zona che andava dal deserto siriano alla penisola araba. Nel 1977 lungo la pianura costiera d'Israele sono state trovate alcune uova, che datate col carbonio-14, hanno indicato essere vecchie di 6000 anni. All'inizio di questo secolo questa sottospecie era ancora ragionevolmente comune, ma dopo la prima guerra mondiale la proliferazione di armi da fuoco, in congiunzione con la disponibilitĂ  del trasporto motorizzato, ha condotto alla devastazione delle popolazioni ed all'estinzione virtuale della sottospecie nel 1941. L'ultima registrazione si č avuta č del 1966 con un individuo trovato annegato nel Giordano.

Tentativi di reintrodurre la specie sono stati fatti sia in Giordania che in Israele, conclusisi con diciotto pulcini camelus, sottospecie piů simile al syriacus, introdotti nella zona del Deserto del Negev, nell'Israele meridionale, nel 1973.


GNU Fdl - it.Wikipedia.org




Google | 

Enciclopedia |  La Divina Commedia di Dante |  Mappa | : A |  B |  C |  D |  E |  F |  G |  H |  I |  J |  K |  L |  M |  N |  O |  P |  Q |  R |  S |  T |  U |  V |  W |  X |  Y |  Z |