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Scoperta degli elementi chimici

Viene qui presentata la scoperta degli elementi chimici in ordine cronologico. Vengono elencati seguendo generalmente l'ordine con cui sono stati per la prima volta isolati piuttosto che tener conto del riconoscimento nei composti.

Carbonio dall'antichità
Oro dall'antichità
Argento dall'antichità
Rame dall'antichità
Zolfo dall'antichità
Stagno dall'antichità
Piombo dall'antichità
Mercurio dall'antichità
Ferro dall'antichità
Arsenico XV secolo
Antimonio XV secolo
Zinco XV secolo

Fosforo 1669 Brand
Cobalto 1737 Brandt
Platino 1748 de Ulloa, noto già dal XVI secolo
Nichel 1751 Cronstedt
Bismuto 1753 Geoffroy, noto già dal XV secolo
Idrogeno 1766 Cavendish
Azoto 1772 Rutherford
Cloro 1774 Scheele
Manganese 1774 Gahn
Ossigeno 1 Agosto 1774 Priestley
Molibdeno 1782 Hjelm, Scheele
Tellurio 1783 von Reichenstein
Tungsteno 1783 Fausto de Elhuyar, Juan Jose de Elhuyar

Nel 1789 viene pubblicato il Traité élémentaire de chimie in cui Lavoisier riassume e razionalizza i risultati di vent'anni di ricerche. In quest'opera, che avrà notevoli ripercussioni su tutto lo sviluppo della chimica, tra le altre cose, viene proposta la prima definizione moderna di elemento chimico:
"'\'Se noi attribuiamo al nome di elementi o di principi dei corpi l'idea dell'ultimo termine al quale giunge l'analisi, tutte le sostanze che non abbiamo potuto decomporre con alcun mezzo sono per noi elementi; non che noi possiamo essere sicuri che questi corpi semplici non siano essi stessi composti di due o anche di più gran numero di principi, ma poichè questi principi non si separano mai o, piuttosto, poichè noi non abbiamo alcun mezzo per separarli, essi agiscono nei nostri confronti come dei corpi semplici, e noi non dobbiamo supporli composti fino al momento in cui l'esperienza e l'osservazione non ce ne abbiano fornito la prova.''" Nonostante lo stesso autore non fosse soddisfatto di questa definizione, ebbe il grande merito di concentrare ogni considerazione sull'evidenza sperimentale, sfrondando la disciplina di quei concetti di stampo metafisico che non erano ancora stati abbandonati del tutto.
Secondo questa definizione Lavoisier riconobbe 33 elementi, di cui solo alcuni si rivelarono poi tali. Di questi elementi in un certo senso si può ritenere Lavoisier il vero scopritore, tanto che ad alcuni di essi (ossigeno, azoto e idrogeno) fu lui a dare il nome.

Uranio 1789 Klaproth
Zirconio 1789 Klaproth
Titanio 1791 Gregor
Ittrio 1794 Gadolin
Berillio 1797 Vauquelin
Cromo 1798 Vauquelin
Niobio 1801 Hatchett
Tantalio 1802 Ekeberg
Palladio 1803 Wollaston
Rodio 1803 Wollaston
Cerio 1803 von Hisinger, Berzelius, Klaproth
Osmio 1804 Tennant
Iridio 1804 Tennant

L'invenzione da parte di Volta dell'omonima pila nel 1800, permette la nascita e lo sviluppo dell'elettrochimica. La nuova disciplina si rivelerà presto estremamente utile e in alcuni casi indispensabile per preparare elementi che già erano noti in composti ma non si era ancora riusciti a isolare. Sir Humphry Davy fu il protagonista di questi progressi riuscendo a sfruttare il fenomeno dell'elettrolisi per la preparazione di diversi metalli alcalini e alcalino terrosi.

Potassio 1807 Davy
Sodio 1807 Davy
Bario 1808 Davy
Stronzio 1808 Davy
Calcio 1808 Davy
Magnesio 1808 Davy
Boro 1808 Davy, Guy-Lussac, Thenard
Iodio 1811 Courtois
Litio 1817 Arfvedson

Cadmio 1817 Strohmeyer
Selenio 1818 Berzelius
Silicio 1824 Berzelius
Alluminio 1825 Ørsted;
Bromo 1826 Balard
Torio 1828 Berzelius
Vanadio 1830 Sefström

Nella seconda metà del XIX secolo i chimici furono messi a dura prova da quegli elementi allora denominati terre rare e che ora chiamiamo lantanoidi. Si tratta di elementi dalle caratteristiche chimiche molto simili e quindi difficili da separare. Furono numerosi gli annunci di nuove scoperte che in seguito si rivelarono invece miscele di diversi elementi.

Lantanio 1839 Mosander
Terbio 1843 Mosander
Erbio 1843 Mosander
Rutenio 1844 Klaus

Nel 1859 Bunsen e Kirchhoff misero a punto il primo spettroscopio. Questo nuovo strumento si rivelò subito estremamente utile nella ricerca e nel riconoscimento di nuovi elementi. Già l'anno seguente gli stessi Bunsen e Kirchhoff identificaticarono il cesio e il rubidio dalle linee di emissione dei loro spettri atomici. Entrambi gli elementi presero il nome dal colore delle linee, rispettivamente celesti e rosse. Il tallio e l'indio subirono la stessa sorte, riconosciuti grazie alle linee di emissione e battezzati con i colori (verde e indaco) delle loro linee. Le tecniche spettroscopiche furono decisive per la scoperta anche del gallio, dei lantanoidi e dei gas nobili. Per esempio l'elio fu rilevato nella corona solare nel 1868 prima ancora che sulla Terra.

Cesio 1860 Bunsen e Kirchhoff
Rubidio 1860 Bunsen e Kirchhoff
Tallio 1861 Crookes
Indio 1863 Reich e Richter

La tavola periodica e la predizione di nuovi elementi

Nel 1871, Mendeleev predisse, dalle lacune nella sua tavola periodica, l'esistenza di tre elementi non ancora scoperti, che nominò provvisoriamente eka-boro, eka-alluminio e eka-silicio. Grazie anche al fatto che ne abbozzò le proprietà, nel giro di pochi anni furono scoperti e chiamati rispettivamente scandio, gallio e germanio.

Gallio 1875 de Boisbaudran
Olmio 1879 Cleve
Tulio 1879 Cleve
Scandio 1879 Nilson
Itterbio 1879 Nilson
Samario 1880 de Boisbaudran
Gadolinio 1880 de Marignac

Nel 1839 Mosander ritenne di aver scoperto un nuovo elemento che chiamò didimio. Si riconobbe poi che si trattava in realtà della miscela di due lantanoidi battezzati praseodimio e neodimio:

Praseodimio 1885 Carl Auer von Welsbach
Neodimio 1885 Carl Auer von Welsbach
Germanio 1886 Winkler

Nonostante si sapesse da molto tempo dell'esistenza del fluoro, tutti i tentativi atti al suo isolamento fallirono, in alcuni casi in maniera tragica. Il metodo con cui Moissan riuscì finalmente a isolarlo è quello che, almeno nelle linee generali, ancora oggi viene impiegato per la sua produzione industriale.

Fluoro 1886 Moissan
Disprosio 1886 de Boisbaudran

Nel 1892 il grande fisico Lord Rayleigh pubblicò un articolo su Nature in cui riportava i risultati di alcune sue misure sulle densità relative dei gas. In particolare sottolineava il fatto che l'azoto prodotto per decomposizione dell'ammoniaca si dimostrava meno denso di quello atmosferico. Per spiegare quest'anomalia propose diverse ipotesi tra le quali la presenza dell'allotropo N3 dell'azoto nell'aria. Ma non ritenne nè questa nè le altre giustificazioni fondate e così si rivolse a Ramsey. Tra i due nacque una fruttuosa collaborazione che portò alla scoperta di un intero gruppo della tavola periodica.

Argon 1894 Rayleigh e Ramsay
Elio 1895 Ramsay
Kripton 1898 Ramsay e Travers
Neon 1898 Ramsay e Travers
Xeno 1898 Ramsay e Travers

Alla fine dell'ottocento si verificarono numerose scoperte decisive per la comprensione della struttura della materia grazie allo studio dei raggi catodici: Röntgen scoprì i raggi X, Becquerel la radioattività naturale dell'uranio, Thomson infine svelò la natura cosrpuscolare dei raggi catodici e può essere considerato lo scopritore dell'elettrone.
Marie Curie, affascinata dalla scoperta di Bacquerel, scelse come argomento per il suo dottorato di ricerca lo studio dei "raggi uranici". Insieme al marito, andò alla ricerca di altre sorgenti naturali e si imbattè nella scoperta di due nuovi elementi.

Polonio 1898 Pierre Curie e Marie Curie
Radio 1898 Pierre Curie, Marie Curie e Bemont
Attinio 1899 Debierne

Una volta che il radio fu disponibile in quantità macroscopiche fu possibile il riconoscimento di un altro gas nobile che fino ad ora era sfuggito al riconoscimento per via della sua emivita brevissima.

Radon 1900 Dorn; Rutherford e Owens come Thoron
Europio 1901 Damarcay
Lutezio 1907 Urbain
Protattinio 1917 Meitner e Hahn; Soddy e Cranston,
Afnio 1923 Coster e von Hevesy
Renio 1925 Noddack, Tacke, Berg

A questo punto, tutti gli elementi con almeno un isotopo stabile esistenti sulla Terra sono stati scoperti. Per i rimanenti buchi nella tavola periodica sarà necessario ricorrere alla fisica nucleare.

Gli elementi sintetici

I prossimi elementi sono tutti instabili e hanno un'emivita così breve paragonata all'età della Terra che gli atomi di questi elementi potrebbero esser stati presenti durante la formazione del pianeta, ma ormai sono completamente decaduti. Quindi ci sono noti solo grazie alla produzione nei reattori nucleari o negli acceleratori di particelle.

Francio 1939 Perey
Tecnezio 1939 Perrier, Segrè
Nettunio 1940 McMillan e Abelson
Astato 1940 Corson, Mackenzie, Segrè
Plutonio 1940 Seaborg, McMillan, Wahl, Kennedy
Americio 1944 Seaborg, James, Morgan, Ghiorso
Curio 1944 Seaborg, James, Ghiorso
Promezio 1945 Marinsky, Glendenin, Coryell

Con la preparazione sintetica del promezio si riempie l'ultimo buco della tavola periodica. I prossimi elementi sono tutti transuranici. I loro nomi sono stati attribuiti o in onore di uno scienziato o del luogo in cui è stato scoperto.

Berkelio 1949 Thompson, Ghiorso, Seaborg
Californio 1949 Thompson, Street, Ghiorso, Seaborg
Einsteinio 1954 Choppin, Thompson, Harvey, Ghiorso
Fermio 1954 Choppin, Thompson, Harvey, Ghiorso
Mendelevio 1955 Choppin, Thompson, Harvey, Ghiorso, Seaborg
Nobelio 1958 Sikkeland, Walton, Ghiorso, Seaborg
Laurenzio 1961 Ghiorso, Sikkeland, Larsh, Latimer
Rutherfordio 1968 Ghiorso e altri del gruppo di Berkeley
Dubnio 1970 Flerov e altri del gruppo di Dubna
Seaborgio 1974 Ghiorso e altri del gruppo di Berkeley
Bohrio 1981 Münzenberg, Armbruster
Meitnerio 1982 Münzenberg, Armbruster
Hassio 1984 Münzenberg, Armbruster
Darmstadtio 1994 Armbruster, Hofmann

Per gli elementi di numero atomico superiore a 110 si mantengono i nomi provvisori fino a quando la IUPAC non certificherà in manierà definitiva la scoperta, a quel punto spetterà agli scopritori scegliere il nome. Per il momento viene composto in base al numero atomico impiegando i termini latini per ogni cifra e aggiungendo la desinenza -io.

Unununio 1994 Armbruster, Hofmann e altri del gruppo del GSI
Ununbio 1996 Armbruster, Hofmann e altri del gruppo del GSI
Ununquadio 1999 Gruppo di Dubna


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