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Napoleone Bonaparte

Napoleone Bonaparte
Napoleone Bonaparte (15 agosto 1769 - 5 maggio 1821) - Figura storica assai discussa ma di straordinaria importanza: di fatto impose dal 1799 una dittatura alla Francia, della quale fu imperatore con il nome di Napoleone I dal 18 maggio 1804 al 6 aprile 1814.

Governò inoltre sulla maggior parte dell'Europa occidentale e centrale di inizio XIX secolo. Fu il primo regnante della dinastia dei Bonaparte. Sposò l'Arciduchessa Maria Luisa d'Austria l'11 febbraio 1810.

Table of contents
1 Primi anni e carriera nell'esercito
2 Piccolo caporale, brillante stragega
3 Invasione dell'Egitto e ascesa alla dittatura
4 Guerra in Europa, ascesa all'Impero
5 Autoincoronazione in Notre-Dame
6 Vittorie contro Russia ed Austria
7 Battaglie in Spagna, Austria e Russia
8 Sconfitta, esilio all'Elba, ritorno e Waterloo
9 I "Cento giorni"
10 L'Esilio a Sant'Elena e la morte
11 Francia, Esercito, Giuseppina

Primi anni e carriera nell'esercito

Napoleone Bonaparte nacque ad Ajaccio in Corsica appena dopo la vendita dell'isola alla Francia da parte della Repubblica di Genova. La sua famiglia apparteneva alla piccola nobiltà corsa. Suo padre Carlo Buonaparte (solo pi tardi il cognome fu mutato in Bonaparte) organizzò l'educazione di Napoleone in Francia, e lì egli si trasferì all'età di nove anni.

Napoleone inizialmente si considerava straniero ed estraneo; anzi, l'accusa di essere straniero l'avrebbe inseguito per tutta la vita. Egli era un Ufficiale dell'esercito francese quando cominciò la Rivoluzione Francese nel 1789.

Napoleone tornò in Corsica quando un movimento nazionalista proclamò la separazione dalla Francia. Scoppiò la guerra civile e la famiglia di Napoleone dovette fuggire in Francia. Napoleone sostenne la Rivoluzione e rapidamente salì di grado. Nel 1793 liberò Tolone (Toulon) dai monarchici e dalle truppe inglesi che li sostenevano. Nel 1795, quando i monarchici marciarono contro la Convenzione Nazionale egli di nuovo li colpì.

Piccolo caporale, brillante stragega

Soprannominato il Piccolo Caporale, Napoleone fu un brillante stratega militare, capace di assorbire il sostanzioso "corpo" delle conoscenze militari del suo tempo e di applicarlo al mondo reale che lo circondava. Ufficiale di artiglieria per formazione, la utilizzò in modo innovativo come supporto mobile aggli attacchi della fanteria.

Quando fu nominato Comandante in Capo dell'esercito francese in Italia malissimo equipaggiato, riuscì a sconfiggere ripetutamente le forze austriache. Dipinti contemporanei del suo Quartier Generale mostrano che in queste battaglie utilizzò, primo al mondo, un sistema di telecomunicazioni basato su linee di segnalazione realizzate col semaforo di Chappe appena implementato nel 1792.

Le forze austriache, comandate dall'Arciduca Carlo, dovettero accettare una tregua sfavorevole; mentre allo stesso tempo, Napoleone organizzava un colpo di mano nel 1797 per rimuovere molti monarchici dal potere a Parigi.

Invasione dell'Egitto e ascesa alla dittatura

Napoleone traversa le Alpi (dipinto di David)

Nel 1798, il governo francese, geloso della popolarità del Bonaparte, lo incaricò di occupare l'Egitto per contrastare l'accesso inglese all'India. Un indizio della devozione di Napoleone ai principi dell'Illuminismo fu la sua decisione di affiancare gli studiosi alla sua spedizione: fra le altre scoperte che ne scaturirono, ci fu la decifrazione della Stele di Rosetta. La flotta di Napoleone in Egitto fu completamente distrutta da Orazio Nelson, nella Battaglia del Nilo, cosicché Napoleone rimase bloccato a terra.

I monarchici formarono ancora in Europa una coalizione contro la Francia, e Napoleone abbandonò le truppe immobilizzate in Egitto e tornò a Parigi nel 1799; nel novembre dello stesso anno, un colpo di stato lo portò al potere come dittatore militare (Primo Console) di Francia. Secondo il Calendario Rivoluzionario Francese era il 18 brumaio.

Effettuò numerose e durature riforme nei sistemi educativi, giudiziari, finanziari ed amministrativi. Il suo corpo di legislazione civile, il Codice Napoleonico ancora oggi importante in molti paesi.

Fu anche un dittatore ed, in campo militare, un avventuriero che costò alla Francia ed ai suoi alleati la vita di milioni di uomini, ma alla fine le Guerre napoleoniche non portarono alcun territorio alla Francia.

Guerra in Europa, ascesa all'Impero

Nel 1800 Napoleone attaccò e sconfisse nuovamente l'Austria, anche gli inglesi firmarono un trattato di pace.

Nel 1802, Napoleone vendette una gran parte del Nord America agli Stati Uniti come parte dell'Accordo sulla Luisiana; egli aveva appena fronteggiato un grave disastro militare quando l'esercito mandato a conquistare Santo Domingo ed a stabilire una base nel mondo occidentale fu distrutto da una combinazione di febbre gialla e di fiera resistenza capeggiata da Toussaint L'Ouverture. Con le forze dell'Ovest inabilitate, Napoleone capì che non avrebbe potuto difendere la Luisiana e decise di venderla.

Autoincoronazione in Notre-Dame

La Corona Ferrea, usata per
incoronare Napoleone Re d'Italia
Dopo che Napoleone ebbe allargato la sua influenza alla
Svizzera ed alla Germania, una disputa su Malta fornì all'Inghilterra il pretesto nel 1803 per dichiarare guerra alla Francia e fornire supporto ai monarchici francesi che a lui si opponevano. Napoleone tuttavia si incoronò Imperatore il 2 dicembre 1804 nella Cattedrale di Parigi, Notre Dame. Le voci che strappasse la corona dalle mani del Papa Pio VII durante la cerimonia per non assoggettarsi all'autorità pontificia, sono apocrife; dopo che le insegne imperiali erano state benedette dal Papa, Napoleone incoronò se stesso prima di incoronare Imperatrice la moglie Giuseppina Beauharnais (Josephine de Beauharnais).

Successivamente il 26 maggio 1805 nel Duomo di Milano, Napoleone fu incoronato Re d'Italia.

Un piano della Francia alleata con la Spagna, per sconfiggere la flotta inglese fallì in modo catastrofico nella Battaglia di Trafalgar il 21 ottobre 1805, e la flotta inglese prese il controllo assoluto dei mari.

Vittorie contro Russia ed Austria

Nel 1805 si formò in Europa la terza coalizione contro napoleone; Egli attaccò e si assicurò una grande vittoria contro Austria e Russia nella Battaglia di Austerlitz il 2 dicembre 1805 e, l'anno seguente, umiliò la Prussia nella Battaglia di Jena (14 ottobre 1806).

Come conseguenza, Napoleone prese di fatto il potere su gran parte della Germania e dopo aver marciato sulla Polonia firmò un trattato con lo Zar Alessandro I, dividendo l'Europa in due sfere di influenza.

Il 7 maggio 1809 Napoleone ordinò l'annessione all'Impero francese dello Stato Pontificio.

Battaglie in Spagna, Austria e Russia

Napoleone tentò di realizzare un boicottaggio commerciale contro l'Inghilterra allargato a tutta l'Europa. Invase la Spagna e vi installò suo fratello Giuseppe come Re. La Spagna insorse in una rivolta che Napoleone non riuscì a domare.

L'Inghilterra invase la Spagna attraverso il Portogallo nel 1818 e con l'aiuto dei nazionalisti spagnoli, gradualmente mise fuori la Francia. Mentre questa era impegnata in Spagna, l'Austria attaccò in Germania, ma dopo un primo successo subì una sconfitta nella Battaglia di Wagram il 6 luglio 1809.

Alessandro I di Russia aveva cominciato a temere Napoleone e rifiutò di collaborare con lui contro gli Inglesi. Napoleone invase la Russia nel 1812. I Russi, comandati da Kutuzov si ritirarono invece di dare battaglia. Il 12 settembre nei dintorni di Mosca ebbe luogo la Battaglia di Borodino.

I Russi si ritirarono e Napoleone entrò a Mosca, immaginando che Alessandro I avrebbe negoziato la pace. Mosca cominciò a bruciare, ed entro un mese, temendo di perdere il controllo in Francia, Napoleone lasciò Mosca. La Grande Armata Francese soffrì gravi perdite nel corso di una rovinosa ritirata; la spedizione era iniziata con oltre 500.000 uomini, ma alla fine nel novembre 1812 poco pi di 10.000 traversarono la Beresina mettendosi in salvo. Incoraggiate da questo drammatico rovescio, molte nazioni ripresero le armi contro la Francia.

La sconfitta definitiva della Francia si ebbe nell'ottobre 1813 nella Battaglia di Lipsia, chiamata anche la Battaglia delle nazioni.

Sconfitta, esilio all'Elba, ritorno e Waterloo

Nel 1814 Inghilterra, Russia, Prussia e Austria conclusero un'alleanza contro Napoleone. Nella propria difesa i Francesi vinsero molte battaglie ma la pressione divenne insostenibile. Parigi fu occupata il 31 marzo 1814. I Marescialli francesi chiesero l'abdicazione di Napoleone e gli Alleati la resa incondizionata che l'11 aprile 1814 napoleone accettò dopo aver abdicato il 4 aprile. L'abdicazione divenne effettiva il 6 aprile. Nel trattato di Fontainebleau i vincitori esiliarono Napoleone all'Isola d'Elba. Essi gli lasciarono il titolo di Imperatore ma restrinsero il suo "Impero" alla piccola isola.

Napoleone, durante il viaggio verso l'Elba, tentò di avvelenarsi e quasi vi riuscì. In Francia i monarchici avevano richiamato e restaurato Luigi XVIII. All'Elba, Napoleone si preoccupava della moglie e del figlio nelle mani degli Austriaci; Il governo francese rifiutò di pagargli il risarcimento ed aveva sentito voci intorno ad un suo esilio in una remota isola dell'Atlantico.

I "Cento giorni"

Il 26 febbraio 1815 Napoleone fuggì dall'Elba e giunse in Francia il 1 marzo 1815. Le truppe mandate a fermarlo, lo ricevettero invece come un capo. Il 20 marzo arrivò a Parigi con un esercito regolare di 140.000 uomini e circa 200.000 volontari: l'inizio dei Cento giorni.

La sconfitta finale di Napoleone avvenne il 18 giugno 1815 nella Battaglia di Waterloo (oggi in Belgio) per mano di Arthur Wellesley, primo Duca di Wellington e Gebhard Leberecht von Blücher.

Il 15 luglio 1815 Napoleone firmò la resa fuori del porto di Rochefort a bordo della nava inglese Bellerofonte.

L'Esilio a Sant'Elena e la morte

Napoleone fu imprigionato e successivamente esiliato dagli Inglesi nell'isola di Sant'Elena. Ivi, con un piccolo seguito di fedelissimi, egli dettò le sue memorie ed espresse il suo disprezzo per gli Inglesi.

Nella seconda metà di aprile del 1821, lui stesso scrisse le sue ultime volontà e molte note a margine (per un totale di 40 pagine). Morì il 5 maggio: poco dopo aver appreso la notizia Alessandro Manzoni scrisse la famosa ode Il cinque maggio, che ebbe una forte eco in tutta Europa e che fu tradotta in tedesco da Johann Wolfgang Goethe.

Francia, Esercito, Giuseppina

Le ultime parole di Napoleone furono: "Francia, Esercito, Giuseppina" (France, les Armée, Josephine).

Nel 1955 furono pubblicati i diari di Louis Marchand, cameriere di Napoleone. E la sua descrizione negli ultimi mesi prima della morte, porta alcuni a alla conclusione che sia stato avvelenato con l'arsenico. L'arsenico a quel tempo era talvolta utilizzato come veleno difficilmente rilevabile se somministrato per un lungo periodo di tempo.

Nel 2001 Pascal Kintz dell' Istituto di medicina legale di Strasbourgo aggiunse credibilità a questa ipotesi con uno studio sul livello di arsenico da sette a ventotto volte superiore al livello normale trovato in una ciocca di capelli di Napoleone conservata dopo la sua morte.

Tomba di Napoleone a "Les Invalides"

Analisi pi recenti sulla rivista Science et Vie mostrarono che una simile concentrazione di arsenico era presente in campioni di capelli di Napoleone presi nel 1805, 1814 e 1821. L'investigatore incaricato (Ivan Ricordel, responsabile di tossicologia della Polizia di Parigi), stabilì che se l'arsenico fosse stata la causa della morte, sarebbe dovuto morire anni prima. L'arsenico era del resto usato in molte carte da parati, per il colore verde, e spesso in qualche medicina, sicché il gruppo sostenne che facilmente la fonte poteva essere qualche lozione per i capelli.

Napoleone si sposò due volte, la prima volta con Giuseppina (che egli stesso incoronò come Imperatrice, da cui non ebbe eredi e da cui divorziò) e la seconda con l'Arciduchessa Maria Luisa d'Austria che divenne la seconda Imperatrice. Da quest'ultima ebbe un figlio: Napoleone Francesco Carlo Bonaparte (1812 - 1833) (noto come Re di Roma o come Napoleone II di Francia sebbene non abbia mai regnato).

Napoleone ebbe inoltre almeno due figli illegittimi: Carlo, Conte Leone 1806 - 1881 (figlio di Catherine Eléonore Denuelle de la Plaigne 1787 - 1868) e Alessandro Giuseppe Colonna, Conte Walewski (1810 - 1868) (figlio di Maria, Contessa Walewski 1789 - 1817).

Egli chiese di essere seppellito sulle sponde della Senna, ma quando morì il 5 maggio 1821, fu seppellito sull'isola di Sant'Elena. Nel 1840 i suoi resti furono trasportati in Francia e inumati all'Hôpital des Invalides a Parigi.


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